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Legature, sospensioni e modelle oversize

0005353a-8589-f4c8-f763-8464a024bc1a_958 (1)Qualcuno chiedeva, a seguito della pubblicazione delle mie foto con la modella americana ViridianVixen, se fosse possibile o meno fare sospensioni con una modella dalle forme così generose.

Prima di tutto il problema di cui si discute qui non è soltanto il “peso” della bottom, ma il suo essere in sovrappeso. Sono due problematiche diverse.
Persone pesanti possono essere in ottima forma e pesare di più proprio per la massa muscolare o per le dimensioni (es. un uomo).
Per costoro non vedo grossi problemi e le legature richiedono solo alcune accortezze per garantire la sicurezza.
D’altro canto, a volte mi sembra che il fare una sospensione con una persona in sovrappeso sia una sorta di vera e propria “prova di forza/resistenza”. Certo, ci sono molti modi, dal punto di vista tecnico, per “sollevare” e “staccare da terra” una persona. Ma non tutti hanno poi un risultato estetico che mi appaga. Quindi non sempre lo faccio, anzi… quasi mai.
Ecco perchè la mia risposta è “dipende”.

Se si parla solo dell’aspetto tecnico, si… si può sospendere una persona in sovrappeso (o una persona in forma ma pesante, es. un uomo).

Se si parla di un risultato estetico, beh… allora i fattori in gioco diventano molti di più ed il risultato estetico della legatura può non essere raggiungibile per limiti fisici della bottom o tecnici del rigger. Infatti, non è raro vedere foto di persone in sovrappeso sospese si, ma in una posizione sgraziata, “statica”, con delle soluzioni “improvvisate” (es. difficilmente si potrà eseguire correttamente una legatura “standard” come un semplice TK su una persona in forte sovrappeso) e meno sicure.
La “pesantezza” di queste immagini non è data dal peso della modella, ma dalle scelte del rigger che cerca di utilizzare le legature in modo rigido, senza saperle adattare alla necessità contingente.

Sul discorso estetico non voglio discutere, ognuno si fa piacere quello che vuole, anche se, personalmente, credo esistano comunque dei paradigmi di bellezza oggettivi.

Se, infine, la sospensione è vissuta come “esperienza sensoriale”, come comunione tra rigger e bottom, etc… allora mi chiedo se stiamo ancora parlando di bondage giapponese e che senso ha fare foto e presentarle come se fossero opere di araki.
Questi sono, spesso, i pochi casi in cui io decido di sospendere una persona in sovrappeso. Ma perchè questo succeda deve esserci una speciale connessione tra noi.

In definitiva, per me le sospensioni con persone in sovrappeso non sempre sono la scelta più intelligente se si cerca un obiettivo piacevole all’interno dell’estetica e semantica del bondage giapponese.
Molto meglio lavorare con legature a terra o semi-sospensioni. In quel caso sia la qualità delle legature che le sensazioni vissute che il risultato estetico (che solo in un secondo momento può diventare anche una fotografia…) saranno migliori.

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