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Report Master Class con Nawashi Kanna

E’ stata davvero una fantastica esperienza, poter lavorare a stretto contatto con questo grandissimo maestro durante la Master Class. Abbiamo affrontato nei dettagli molti aspetti del suo stile unico, derivato direttamente dal gran maestro Akechi Denki e che contiene numerosi riferimenti all’hojojutsu.

Tre giorni intensi, dove si sono analizzate le legature nei minimi dettagli, ma si è parlato anche di stile, di etica (soprattutto rivolta a chi ha la responsabilità di insegnare) e di emozioni. Tre giorni in cui l’umanità di Nawashi Kanna e Kagura ha pervaso e affascinato tutti.

La parte tecnica è davvero interessante. Io avevo già incontrato Nawashi Kanna in passato ed ero rimasto molto intrigato dall’elaborazione che aveva fatto del suo stile, dalla relativa semplicità della parte anteriore delle legature, contrapposta ad una maggiore elaborazione posteriore, proprio perchè, derivando lo stile dall’hojojutsu, pone l’accento sul fatto che la legatura deve essere efficace e non visibile da chi la subisce.

La sua attenzione ai dettagli è maniacale. La tensione, il posizionamento, le finiture devono essere impeccabili. Niente improvvisazioni e corde a casaccio… ogni cosa ha una sua ragion d’essere. Non per niente all’inizio della Master Class ha spiegato il suo concetto di kinbaku e di come non è una forma d’arte, dove l’estetica è il “tutto”. In questo aspetto è chiara la sua influenza su Ren Yagami che è stato nostro ospite alcune settimane fa.

La cosa che mi ha incuriosito di più (e che sicuramente svilupperò in futuro) è il concetto alla base della legatura detta kirinawa, destinata a chi doveva essere decapitato. Ne abbiamo visto un esempio (su di me, visto che serviva il più “cattivo” di tutti per impersonare il prigioniero) durante la Masterclass ed una forma più elaborata  all’inizio della performance di Nawashi Kanna e Kagura domenica sera. Ha notevoli potenzialità, soprattutto in ambito performativo, come aveva già fatto Akechi Denki stesso.

C’è tanto da elaborare ancora e tanto da provare, ma è uno stile in cui mi sento molto a mio agio.

 

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