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Come pulire le corde dopo il bondage

A dire la verità, non c’è un protocollo igienico in grado di mantenere pulite le corde durante l’uso. Le corde, inevitabilmente, si sporcano: toccano per terra, su oggetti, vestiti, pelle e vengono talvolta usate anche in zone “umide” come bocca e genitali. Ma cosa fare una volta finito di usarle per mantenerle il più pulite possibile? E come comportarsi se presentano macchie o sporco di qualche tipo?

La soluzione migliore per minimizzare i rischi di contaminazione, è sempre quella di usare un set di corde su un unico partner, ma è anche vero che questo non è sempre di facile attuazione. Si può avere un unico set di corde da utilizzare o, più banalmente, non si ha un partner fisso con cui fare bondage e quindi si finisce per usare le stesse corde con più persone. So che questo consiglio può sembrare eccessivamente oneroso (e no, non lo sto dicendo perchè voglio vendere più corde…) ma è sicuramente il modo migliore per garantire l’igiene delle corde e salvaguardare la salute del bottom.
Un consiglio ancora più valido è che ogni bottom abbia il SUO set di corde. Dopotutto, se siete appassionate di moto e qualcuno vi invita occasionalmente a fare un giro, magari vi accontentate di farvi prestare un casco qualsiasi, ma se davvero siete appassionate (il solo definirsi una “modella” di bondage dovrebbe far fermare a riflettere che si sta assumendo un ruolo da professionista), molto probabilmente finirete per comprarvi il vostro casco, la vostra giacca, i guanti e tutto il resto che serve alla vostra sicurezza. Se pensate che questo possa crearvi dei problemi, fidatevi: non ho ancora mai conosciuto un rigger che si sia rifiutato di fare una sessione di bondage perchè doveva usare le corde portate in dote dalla bottom (così come nessun motociclista si risentirebbe nel vedere la propria passeggera arrivare attrezzata di tutto punto). E’ un punto su cui insisto molto (a differenza di altri rigger che sembrano non preoccuparsi di questo): una bottom non è mai un soggetto passivo quando si tratta della sicurezza della scena. Accettare di usare corde sporche o non proprie non vi farà finire nell’inferno del bondage, ma è un rischio maggiore di cui dovete essere consapevoli.

Ci sono però una serie di accortezze e di piccoli trucchi che è bene conoscere per poter limitare il rischio di problemi di salute.

Pulire le corde
pulire le corde
Un furoshiki aiuta ad evitare il contatto con il suolo

E’ inevitabile che le corde tocchino terra e quindi, il primo consiglio è: assicuratevi che il pavimento sia pulito. Se siete a casa, questo problema non dovrebbe essere difficile da affrontare e risolvere, ma se ci troviamo in un locale o all’aperto, è tutto un po’ più complicato. Se siete abituati ad usare un furoshiki (un grande fazzoletto di circa 50-60cm di lato che i giapponesi usano per confezionare regali o anche semplicemente come “fagotto” per riporre oggetti) per conservare le vostre corde, questo può diventare anche un piccolo piano d’appoggio per i vari pezzi di corda, una volta aperto.
Inoltre potreste stendere un telo pulito (un lenzuolo, ad esempio) sotto di voi ed il vostro partner, in modo da evitare o, per lo meno, limitare il contatto con il suolo. Ovviamente se poi su quel telo ci camminate con le scarpe sporche è tutto inutile…

Un’altra cosa che spesso viene tralasciata: lavatevi le mani prima di fare bondage. Se non volete correre in bagno per farlo, tenete nella borsa insieme alle corde anche uno di quei flaconcini con i gel per la disinfezione delle mani. Sono molto efficaci, veloci, non macchiano e hanno anche un buon odore.
Ora andiamo un po’ più nello specifico… tenendo conto che non sono un medico, quindi sarò ben lieto se qualche professionista del settore vorrà correggere quello che dico.

Uno dei fattori da analizzare, quando si tratta di pulire le corde è il materiale di cui sono composte le corde. Parliamo di corde sintetiche, di corde di cotone o corde di juta/canapa/lino?

spazzola per corde
Una spazzola per corde sintetiche. Pulisce la corda mentre scorre al suo interno.

Nel primo caso, ovvero per le corde sintetiche, si può pensare di lavarle in lavatrice a bassa temperatura con sapone da bucato, eventualmente aggiungendo una piccola dose di disinfettante (tipo il Napisan) o a mano con il disinfattante o una soluzione leggera di candeggina e poi risciacquare bene.

Sul mercato esistono anche delle apposite spazzole “lavacorde” per pulire le corde sintetiche. Sono costituite da una spirale su cui sono montate una serie di setole sintetiche. La corda va fatta passare all’interno della spirale (che va tenuta immersa nell’acqua) e facendola scorrere, le setole puliscono contemporaneamente tutti i lati della corda. Non l’ho mai usata per corde in juta, ma potrebbe essere l’occasione buona per testare uno di questi strumenti.
Le corde in cotone possono essere lavate in lavatrice a 60° o più, con sapone da bucato ed anche qui eventualmente con l’aggiunt di disinfettante.
Il problema “vero” è per le corde in juta/canapa/lino che non possono essere lavate così frequentemente come le altre.
Di solito si passa uno straccio sulla corda per eliminare i residui di sporco/polvere. Si può inumidire lo straccio con una leggera soluzione di candeggina e poi far asciugare bene le corde prima di riporle.
In genere queste corde, se conservate asciutte e al riparo dalla polvere/umidità (es. avvolte in un panno -o un bel furoshiki- e tenute in un luogo asciutto ed areato), non sono particolarmente suscettibili di far proliferare una flora batterica. Anzi… uno dei modi ritenuti più efficaci per abbattere la carica batterica di una corda… è quello di non usarla per almeno 4 settimane. Eventuali batteri presenti non troverebbero materiale con cui nutrirsi e morirebbero. Facile no?
Un altro metodo che viene suggerito è quello di metterle in forno ad una temperatura abbastanza alta (130-150 gradi) e far si che il calore uccida i batteri. Personalmente non ho mai utilizzato questa tecnica per il semplice motivo che lo scopo non è di “sterilizzare” le corde, ma di pulirle. Non vi è chiara la differenza? Beh… che senso ha pensare di voler “sterilizzare” qualcosa che poi riporrete da qualche parte per un tot di tempo, per poi usarle facendole comunque toccare per terra? Non stiamo parlando di strumenti chirurgici e ricordiamo che il corpo non è affatto sterile. Bocca, vagina, ano etc… sono perfettamente in grado di difendersi dai più comuni attacchi batterici a cui sono sottoposti (quante volte vi è capitato di mordicchiare una penna che prima era caduta per terra?). Cerchiamo di essere ragionevoli… e di capire che voler ridurre al massimo i rischi è un approccio molto più corretto ed onesto che illudersi di azzerarli con un tocco di bacchetta magica.

Adesspo passiamo ad analizzare velocemente quali sono le sostanze più comuni con cui può sporcarsi una corda.

  1. polvere. Nella polvere c’è di tutto, ma, come ho detto, se il luogo in cui si fa bondage è la propria abitazione e si mantiene un livello di igiene normale, i rischi che la corda sia contaminata da qualcosa di davvero pericoloso non sono maggiori di quelli che si hanno venendo in contatto con un asciugamano o una poltrona. Per pulire le corde impolverate è più che efficace utilizzare un panno da passare più volte per rimuovere la polvere dalle corde.
  2. residui di cera. Nessun problema dal punto di vista igienico, ma possono essere complicati da eliminare, soprattutto se si tratta di cera colorata ed in alcuni casi le macchie sono così estese e persistenti da costringere a “pensionare” le corde in anticipo (guardate un po’ l’immagine in alto…). Il modo migliore per pulire le corde piene di cera è usare del calore (un phon, un ferro da stiro, un forno elettrico o eventualmente acqua calda), magari tamponando subito dopo con la carta assorbente, ovviamente dopo aver rimosso i pezzi più grossi con le dita. La cera sciolta tende ad essere assorbita dalle corde, soprattutto quando non è stato effettuato correttamente un trattamento iniziale, che serve proprio anche a creare una sorta di “barriera” per lo sporco. In ogni caso, conviene anche migliorare la propria mira la prossima volta che userete la cera…
  3. secrezioni. Saliva, secrezioni vaginali sono una fonte di batteri non indifferente. Quando si usano corde che passano in bocca o direttamente tra le labbra della vagina (su una modella nuda questo è evidente, ma le secrezioni possono inumidire anche uno slip e, da esso, finire comunque sulle corde), meglio riporre le corde “sporche” separate dalle altre. Il consiglio migliore è comunque quello di regalare quelle corde alla bottom di turno, per evitare che finiscano nella bocca di qualcun altra. Se invece decidete di tenerle, per pulire le corde che sono venute in contatto con le secrezioni altrui, prima di tutto fatele asciugare bene, magari tamponando con un panno asciutto (trattandosi di secrezioni, pulendole con un panno -magari anch’esso umido- quando sono ancora umide, rischiereste di far penetrare ancora più a fondo eventuali sostanze) e solo dopo, passarle più volte con un panno inumidito con una soluzione di candeggina e poi farle nuovamente asciugare bene.
  4. sangue. Come per il punto precedente, meglio tenerle separate dalle altre quando le si ripone ed eventualmente regalarle alla bottom. Se le tenete e volete riutilizzarle il modo più efficace per pulire le corde (ma vale anche per qualunque altro tessuto) macchiate di sangue è di metterle prima possibile in acqua fredda per qualche ora (mi raccomando… non acqua calda, perchè finirebbe per fissare il sangue alle fibre) per rimuovere la maggior parte dei residui di sangue, poi lavarle con acqua tiepida ed un detergente per bucato e magari usando una di quelle spazzoline per le unghie per arrivare tra i vari interstizi delle corde. Ovviamente bisogna poi sciacquare bene. Un’altra opzione, dopo l’ammollo in acqua fredda, è quella di mettere le corde a “lavare” in una pentola a pressione per 40-45 minuti, magari con il cestello per il vapore. Dopo un trattamento del genere, ovviamente bisogna far nuovamente asciugare le corde in trazione e ripassarle con cera o olio.

Questa guida rappresenta il frutto della mia esperienza. Qualunque correzione o integrazione vogliate suggerire, sarò ben lieto di apportarla.

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